Muffe sui muri
Parlare di muffa ci fa pensare subito a danni causati da infiltrazioni d’acqua provenienti da rotture delle tubazioni oppure da infiltrazioni d’acqua meteorica……. in realtà non sempre è così in quanto nelle nostre abitazioni (siano esse di recente costruzione, anni 80/90, oppure di più vecchia edificazione, anni 60/70) la muffa superficiale che possiamo ritrovare sui pavimenti, sui solai o sulle murature, specialmente negli angoli, è dovuta, per la maggior parte dei casi, a mancanza di coibentazione in prossimità dei ponti termici: cioè nelle zone privilegiate (ossia parti poco isolate termicamente) per la formazione di questi “funghi”.
Non si tratta quindi di muffe derivanti da guasti degli impianti o da infiltrazioni di acqua o di altra natura, ma da condense superficiali che si verificano con continuità negli ambienti in cui, nei suddetti punti critici, gli elementi strutturali raggiungono in superficie, temperature inferiori a quelle di saturazione, al di sotto delle quali si genera condensa, in presenza di determinati livelli di umidità e della mancanza di idonei accorgimenti costruttivi.
Una delle cause fondamentali è da imputare alla semplice attività umana che si svolge all’interno degli ambienti (respirazione, traspirazione, ecc.) e poi al riscaldamento degli alloggi mediante impianti termici.
Unendo i due fattori sopra descritti, si può evincere come la presenza continua di aria calda e umida a contatto con i ponti termici strutturali, crei condensa che si manifesta visivamente mediante la formazione di macchie di umidità e muffe nei punti di maggiore criticità.
Una soluzione a tali antiestetiche e malsane macchie è quella di provvedere all’insuflaggio di cellulosa nelle pareti (se presentano camera d’aria) ed alla coibentazione dei solai a contatto con ambienti non riscaldati (cantine, sottotetti, ecc.).
Se invece siamo in presenza di muratura portante piena (laterizio alveolato, pietra, mattoni pieni, ecc.) ove non si può procedere all’insuflaggio in quanto non è presente una camera d’aria, si può intervenire mediante la creazione di una cappottatura esterna o interna mediante la creazione di un telaio in legno (facile da realizzare, semplice da posare e che non arreca danno alle strutture esistenti e tanto meno agli occupanti il fabbricato), tamponato con pannelli di gessofibra o similari.
All’interno di questo nuovo vano creato si procede all’iniezione di fibra di cellulosa in fiocchi mediante la formazione di fori e la rasatura finale della superficie.
Tecnicamente il lavoro viene così effettuato: realizzazione di un telaio in legno di abete tassellato alla muratura con travetti di sezione 50 x 100 mm, fissaggio allo stesso di pannelli di OSB spessore 15 mm, esecuzione dei fori di diametro 40 mm e insuflaggio di cellulosa in fiocchi, densità 55 kg/mc.
Sul pannello di osb insufflato verrà posata una guaina freno vapore e fissati pannelli di fibra di gesso.
Si precisa che la barriera freno vapore, evita che il vapore possa andare a contatto con la muratura, mentre la cellulosa, a contatto con la muffa, crea una disinfezione naturale dovuta alla presenza di sali di boro
La muratura, così come isolata, evita la formazione di condense superficiali.
Indispensabile comunque è il mantenimento di un sufficiente ricambio d’aria: qualora le bucature esistenti non permettano una sufficiente areazione naturale, è bene provvedere ad un’icremento mediante sistema di ventilazione forzata.

